LE RADICI DEL REGGAE

RASTA MARLEY, LE RADICI DEL REGGAE

Come nasce la musica Reggae? Cosa significa Rastafari? Che eredità ci ha lasciato Bob Marley? Partendo dall’analisi delle canzoni di Bob Marley, questa sorta di ‘Manuale Rasta’ spiega la storia della musica reggae e del movimento Rastafari, ed avvicina il lettore al linguaggio giamaicano dei Rasta, il ‘patois’. Seguendo il ritmo in levare, vengono affrontati in modo semplice alcuni concetti fondamentali (cosa significhino “zion”, “babylon”, “exodus”, “jah”, “rastafari” etc.), come un percorso lungo la storia della Jamaica, del movimento Rastafari e del Reggae. Il tutto attraverso la traduzione ragionata dei testi di Marley, le cui canzoni compongono un simbolico viaggio, i passi che l’utopico personaggio del “Rasta” deve compiere per portare a termine la sua missione, “lasciare Babylon per ricongiungersi con Zion”...
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TRENT’ANNI CON BOB MARLEY, LIKE A LION IN ZION

30 ANNI RICORDANDO BROTHER BOB:

UN UOMO SENZA STORIA É COME UN ALBERO SENZA RADICI

“Rasta Marley, le radici del reggae” è un libro dedicato alla filosofia di vita Rastafari, alla musica reggae ed al suo indiscusso portavoce, Robert Nesta Marley, in arte Bob. Partendo dall’analisi delle canzoni di Bob Marley, questa sorta di “Manuale Rasta” spiega la storia della musica reggae e del movimento Rastafari, ed avvicina il lettore al linguaggio giamaicano dei Rasta, il “patois”. Seguendo il ritmo in levare, vengono affrontati in modo semplice alcuni concetti fondamentali (cosa significhino “zion”, “babylon”, “exodus”, “jah”, “rastafari” etc.), come un percorso lungo la storia della Jamaica, del movimento Rastafari e del Reggae.

Il tutto attraverso la traduzione ragionata dei testi di Marley, le cui canzoni compongono un simbolico viaggio, i passi che l’utopico personaggio del “Rasta” deve compiere per portare a termine la sua missione, lasciare Babylon per ricongiungersi con Zion. Il libro “Rasta Marley, le radici del reggae” riesce infatti a spiegare in modo semplice che cosa significhi “Rastafari”, e lo fa attraverso le parole del Rasta più conosciuto al mondo, Bob Marley. In Italia non si trovano molti libri realmente versatili che affrontino seriamente il legame tra Reggae e Rasta: questo testo riesce invece a dare un quadro d’insieme, con giusto equilibrio tra profondità e semplicità, ed é rivolto a tutti, potendo avvicinare al reggae chi non ne sa nulla, come appassionare anche chi ha affrontato altre letture sul tema.

Inoltre essendo un libro scritto da un giovane italiano può arrivare in modo diretto al suo pubblico grazie ai riferimenti alla nostra storia e cultura, sia del passato (ad esempio la guerra condotta da Mussolini in Etiopia), sia del presente (come l’organizzazione del festival reggae più importante d’Europa, il Rototom Sunsplash). Il libro, scritto da Lorenzo Mazzoni ed edito da Stampa Alternativa nel 2009, è uscito in una seconda edizione nel maggio 2011, a trenta anni esatti dall’ultima apparizione “Live” del re del reggae.


Qui si trovano alcuni link relativi al libro:


FINALMENTE IN RISTAMPA IL LIBRO “RASTA MARLEY”

Il libro “Rasta Marley, le radici del reggae” ha riscosso sin dalla sua uscita nel 2009 un immediato e notevole successo, tanto che la prima tiratura é stata esaurita in meno di un anno, richiedendo d’urgenza una ristampa. Per i lettori che negli ultimi mesi sono andati a cercare o ordinare questo volume, é dunque in arrivo una splendida notizia: “Rasta Marley” é già in ristampa, e sarà reperibile presso le maggiori librerie d’Italia (e ovviamente anche online) a partire da questo Maggio, a trenta anni esatti dall’ultima apparizione “Live” del Re del Reggae…

L’AUTORE:

Lorenzo Mazzoni si é laureato in Lettere e Filosofia (Firenze 2004) con una tesi in estetica musicale e lingua inglese, sul nesso tra filosofia Rastafari e musica Reggae. Dopo un periodo di approfondimento in Jamaica ha lavorato alla traduzione dall’inglese all’italiano del testo“Kebra Nagast, la Bibbia segreta del Rastafari”, libro che é stato pubblicato dalla Coniglio editore (Roma, Luglio 2007) ed é andato in ristampa in meno di un anno. Nel Giugno del 2009 Stampalternativa ha pubblicato il suo libro “Rasta Marley, le radici del reggae”, e a meno di un anno di distanza é uscito il suo terzo libro, ovvero la traduzione del “Kebra Nagast” in spagnolo, edito da “Corona Borealis Ediciones” (Málaga, Maggio 2010). Grazie al successo del Kebra Nagast in entrambe le lingue, ed alla collaborazione con i festival Reggae piú importanti d’Europa (per esempio il “Rototom Sunsplash”), I-renzo é divenuto negli ultimi anni un punto di riferimento della cultura Rastafari anche fuori dall’Italia.

Nel febbraio del 2011 è uscito il suo ultimo libro: “Haile Selassie I, Discorsi scelti 1930-1973″, dedicato alla parola del Negus d’Etiopia…


“Iron like a Lion in Zion”

“Iron like a Lion in Zion”

Qui sotto si trovano alcuni link relativi al libro:

Recensione Rasta Marley (MusicAround)

Prefazione Rasta Marley online

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Editore di Rasta Marley (Stampalternativa/NuoviEquilibri)

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Rasta Marley in LibreriaRizzoli

Rasta Marley sul blog

NUOVA EDIZIONE DI “RASTA MARLEY, LE RADICI DEL REGGAE”

Words of wisdom – Songs of freedom

Nonostante la popolazione della Giamaica non raggiunga i tre milioni di abitanti, un recente studio attribuisce ai suoi artisti la copertura di oltre il 7% del mercato mondiale di dischi: un immenso giro di affari – corrispondente a oltre 230 milioni di euro annui, prodotti dalla sola isola – che purtroppo giova ben poco all’economia locale, finendo in gran parte ad etichette e management stranieri.

Rasta Marley, le radici del reggae

La musica Reggae ha lo straordinario potere di veicolare, con i suoi ritmi accesi e le sue sonorità piene, non solo un messaggio ma anche un linguaggio, sia il creolo giamaicano in generale, sia il linguaggio Rastafari in particolare. Le parole sovversive dei Tafari hanno saputo arrivare al cuore stesso del Babylon System, attraverso le radio, nei ritrovi, nelle case di milioni di persone distanti migliaia di chilometri dall’isola, grazie al trampolino europeo di Londra prima, e a quello americano di New York poi.

Sebbene il trend di diffusione della musica giamaicana su scala mondiale fosse già iniziato prima del Reggae, grazie ai primi successi commerciali di Calypso, Mento e Ska, si può supporre che senza il genio di Marley questo fermento musicale con caratteri di Roots e di Rock non avrebbe trovato la sua forma organica. La coraggiosa voce del cantante ha infatti contribuito alla diffusione del linguaggio Rasta e del creolo giamaicano come poche altre – in particolare in Inghilterra, dove sono stati registrati molti degli album del gruppo – grazie a canzoni sempre orecchiabili nonostante le locuzioni peculiari utilizzate.

Ecco alcuni esempi dell’uso del creolo in diverse canzoni.

  • I shot the Sheriff.

  “I shot the Sheriff. But I didn’t shoot no deputy” (“Ho sparato allo Sceriffo, ma mai al vice”): uso di doppia negazione, peculiare del creolo giamaicano; “…Every day the bucket a go a well” = “the bucket is going to the well” (“il secchio va al pozzo ogni giorno“).

  • No woman No cry (= “don’t cry“)

  • Duppy Conqueror

  But Jah put I (= “me“) around

  • Natty Dread

I n I (= “we“) couldn’t never (doppia negazione) go astray” (“Noi Rasta non potremo mai andare fuori strada“).

  • So Jah Seh (= Says“)

Verily verily I’m saying unto thee (= “towards you”) thou (= “you“) shall be very well” (“In verità in verità vi dico, starete molto bene”).

Bob Marley

Le parole Rastafari del linguaggio Reggae sono spesso ispirate alle Sacre Scritture, e il repertorio di Marley è indubbiamente ricco di arcaismi e immagini topiche proprie della Bibbia e del Kebra Nagast.

La sezione che segue confronta, in ordine cronologico di composizione, alcune liriche di Bob con i testi del Vangelo e della Bibbia. Il fatto che le citazioni delle Scritture siano così esplicite e costanti rende evidente come sia sempre presente nelle sue canzoni il riferimento a un messaggio mistico e spirituale (“I n I no come to fight flesh and blood, but spiritual wickedness in high and low places”, cfr. So much things to say, cap. X).

 

 

I testi di Bob a confronto con le Sacre Scritture

Judge Not (“Non giudicare”). Singolo per la “Beverly’s records” di Leslie Kong (Kingston, 1962)

Judge not, before you judge yourself; judge not, if you’re not ready for judgment. The road of life is rocky and you may stumble, too; so while you point your finger someone else is judging you

Matteo, 7:1,2: “Non giudicate, per non essere giudicati; perché col giudizio con cui giudicate sarete giudicati, e con la misura con la quale misurate sarete misurati”.

Small Axe (“Piccola ascia”). Dall’album Soul Rebels(Kingston: Upsetter / Trojan, 1968)

Rasta Marley, the Lion of Reggae

“You are working iniquity to achieve vanity.. But the goodness of Jah Jah I-dureth for-Iver”“Whosoever diggeth a pit shall fall in it; whosoever diggeth a pit shall bury in it”

Proverbi 22:8: “Chi semina l’ingiustizia raccoglie la miseria, e il bastone a servizio della sua collera svanirà.”Proverbi 26:27: “Chi scava una fossa vi cadrà dentro, e chi rotola una pietra, gli ricadrà addosso.”

Pass It On (“Vai oltre”). Dall’album Catch a Fire (London: Island, 1972)

     “What’s in the darkness must be revealed to light”

   Luca 12:3: “Tutto quello che hai detto nell’oscurità sarà sentito alla luce del giorno.”

Rastaman Chant (“Canto del Rasta”). Da Catch a Fire (1972):

And I hear the angel with the seventh seal, Babylon, your throne gone down”

Apocalisse 8:1 “Quando l’Agnello aprì il settimo sigillo, si fece silenzio in cielo”.

Rasta Marley, Lion Selassie

Bend down low (“Inchinati umilmente”). Dall’album Natty Dread (London: Island, 1974)

 “Bend down low, let me tell you what I know. Fishermen row, you’re going to reap what you sow”

 Giobbe 4:8: “Per quanto io ho visto, chi coltiva iniquità, chi semina affanni, li raccoglie”.

Who the Cap fit (“A chi sta il cappello”), dall’album Rastaman Vibration. (London: Island, 1976):

 “Some will eat and drink with you, then behind and suss upon you”

 Matteo 26:23: “Ed egli rispose: Colui che ha intinto con me la mano nel piatto, quello mi tradirà.”

Natural Mystic (Mistica naturale) –dall’album Exodus (London: Island, 1977):

 “This could be the first trumpet, might as well be the last; many more will have to suffer, many more will have to die; don’t ask me why”

Apocalisse 4:1: “La voce che prima avevo udito parlarmi come una tromba diceva: Sali quassù, ti mostrerò le cose che devono accadere in seguito.”

Guiltiness (Colpevolezza) -da Exodus(1977):

Bob Marley mosaic

“War to the downpressor, they eat the bread of sorrow; war to the downpressor, they eat the bread of sad tomorrow”

Salmi 127:2: “Invano vi alzate di buon mattino, tardi andate a riposare e mangiate pane di sudore: il Signore ne darà ai suoi amici nel sonno”

The heathen (Il pagano) -da Exodus (1977):

   “As a man sows, so shall he reap”

  Giobbe 4:8 (come Bend down low)

Exodus (Esodo) -da Exodus (1977):

 “Exodus, movement of Jah people.. Send us another brother Moses, going across the Red Sea”

 Esodo 15,22: “Mosè fece levare l’accampamento di Israele dal Mar Rosso ed essi avanzarono verso il deserto di Sur”

African Marley

Ambush in the night (Imboscata nella notte) –dall’album Survival (Kingston: Tuff Gong / Island, 1979)

 “See them fighting for power, but they know not the hour”

 Matteo 25:13: “Vegliate dunque perché non sapete né il giorno né l’ora.”

Ride Natty ride (Vai Natty vai) –da Survival (1979)

“The stone that the builder refuse, shall be the head corner stone; and no matter what game they play, we’ve got something they can never take away”

 Salmi 117:22: “La pietra scartata dai costruttori è divenuta testata d’angolo.”

Wake up and live (Svegliati e vivi) –da Survival (1979)

  “We are more than sand on the seashore; we’re more than numbers”

 Salmi 139:18: “Se li conto sono più della sabbia, se li credo finiti, con te sono ancora.”

Babylon System (Sistema di Babilonia) –da Survival (1979)

  “We have been trodding on the wine press much too long”

  Isaia 16:10: “Il vino nei tini nessuno lo ammosta, l’evviva di gioia è cessato.”

Survival (Sopravvissuto) –da Survival(1979)

Rasta Marley

“We are survivors, like Shadrach, Meshach, and Abednego; go in the fire but they never get burned”       “A good man is never honored in his own yard”

Daniele 3:20,24: “Poi –Nabucodònosor- comandò di legare Sadrach, Mesàch e Abdènego e gettarli nella fornace con il fuoco acceso (…) Essi passeggiavano in mezzo alle fiamme, lodavano Dio e benedicevano il Signore.”Marco 6:4: “Ma Gesù disse loro: Un profeta non è disprezzato che nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua”

Forever loving Jah (Per sempre ameremo Jah) –dall’album Uprising (Kingston: Tuff Gong / Island, 1980)

“Just like a tree planted by the rivers of water, that bringeth forth in due season; every thing in life has its purpose, find its reason, in every season”

Salmi 1:3: “Sarà come un albero piantato lungo corsi d’acqua, che darà frutto a suo tempo e le sue foglie non cadranno mai; riusciranno tutte le sue opere.”

Zion Train (Il treno di Zion) –da Uprising (1980)

 “Don’t gain the world and lose your soul, Wisdom is better than silver and gold”

 Proverbi, 3:13,14: “Beato l’uomo che ha trovato la sapienza, e il mortale che ha acquistato la prudenza, perché il suo possesso è preferibile a quello dell’argento e il suo provento a quello dell’oro”

RASTA BOOKS

“Redemption song” (Canzone di redenzione) –da Uprising (1980)

 “How long shall they kill our prophet while we stand aside and look? Some say it’s just a part of it, we’ve got to fulfill the book”

 Matteo 23:34: “Perciò ecco, io vi mando profeti, sapienti e scribi; di questi alcuni ne ucciderete e crocifiggerete, altri ne flagellerete nelle vostre sinagoghe e li perseguirete di città in città”.Matteo 24:6: “Sentirete poi parlare di guerre e di rumori di guerre. Guardate di non allarmarvi; è necessario che tutto questo avvenga ma non è ancora la fine”.

We and Dem (Noi e loro) –da Uprising (1980)

 “But in the beginning Jah created everything: He gave man dominion over all thing. But now is too late, you see, men have lost their faith, eating a pound of flesh from all the earth”

 Genesi 1:26: “E Dio disse: Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra”.

Real Situation (Vera situazione) –da Uprising (1980)

  “Check out the real situation: nation war against nation. Where did it all begin? Where will it end? Well, it seems like total destruction the only solution”

 Marco 13:8: “Si leverà infatti nazione contro nazione e regno contro regno; vi saranno terremoti sulla terra e vi saranno carestie. Questo sarà il principio dei dolori.”

“Give thanks and praises” (Rendi grazie e prega) –dall’album postumo Confrontation(Kingston: Tuff Gong / Island, 1983)

“Iron like a Lion in Zion”

  “Give thanks and praises to the moon and sky; give thanks and praises so high”“Noah had three sons: Ham, Shem, and Japhet; and Ham is known to be the prophet”

 Salmi 74:16: “Tuo è il giorno e tua è la notte, la luna e il sole tu li hai creati.”Genesi 9:18,19 “I figli di Noè che uscirono dall’arca furono Sem, Cam e Iafet; Cam è il padre di Canaan. Questi tre sono i figli di Noé e da questi fu popolata tutta la terra.”

 

Rastaman Live Up (Rasta vivi bene) –da Confrontation (1983)

“David slew Goliath with a sling and a stone; Samson slew the Philistines with a donkey jawbone”

 I Samuele 17,50: “Così Davide ebbe il sopravvento sul Filisteo con la fionda e con la pietra e lo colpì e uccise, benchè Davide non avesse spada”, e dai Giudici 15:15 “-Sansone- Trovò allora una mascella d’asino ancora fresca, stese la mano, l’afferrò e uccise con essa mille uomini”.

Marley Mosaic Tribute

Stiff – Necked Fools (Stolti blasfemi) –da Confrontation (1983)

 “Destruction of the poor is in the poverty; destruction of the soul is vanity. The rich man’s wealth is in his city; the righteous wealth is in his holy place” “Stiff-necked fools, you think you are cool to deny me for simplicity; yes, you are gone, for so long, with your love of vanity”

 Proverbi 10:15: “I beni del ricco sono la sua roccaforte, la rovina dei poveri è la loro miseria”.Salmi 75;5,6: “Dico a chi si vanta: Non vantatevi. E agli empi: Non alzate la testa! Non alzate la testa contro il cielo, non dite insulti a Dio.”

Jump Nyabinghi (Salta nel Nyabinghi) –da Confrontation (1983)

“It remind I of the days in Jericho, when we trodden down Jericho walls; these are the days when we trodden to Babylon; gonna trodden, too, until Babylon falls”

 Giosuè 6:20: “Allora il popolo lanciò il grido di guerra e si suonarono le trombe. Come il popolo udì il suono della tromba ed ebbe lanciato un grande grido di guerra, le mura della città –di Gerico- crollarono; il popolo allora salì verso la città, ciascuno diritto davanti a sé, e occuparono la città”.

Iron Lion Zion (Acciaio Leone Zion) –dall’album postumo The Legend Lives On (Island / Tuff Gong, 1984)

 “Iron like a lion in Zion”

 Isaia 31:4: “Come per la sua preda ruggisce il leone (…) Così scenderà il Signore degli eserciti per combattere sul monte Sion e sulla sua collina.”

Attraverso questi esempi, e ancor di più con l’analisi dettagliata delle dodici liriche prescelte, ci si rende facilmente conto di come le parole di Marley, ispirate alle Sacre Scritture, abbiano contribuito a diffondere locuzioni, termini e significati (nonché valori, simboli, messaggi) propri di una tradizione antica, ma presentata escatologicamente in modo così ampio da avvicinare all’originale cultura Rasta persone anche molto distanti nello spazio e nel tempo.

Rasta Selassie Lion Marley

Per questo, secondo le parole stesse del cantante: “Alla radio, il Reggae non dovrebbe essere trasmesso all’interno dei programmi che hanno come scopo il divertimento del pubblico, ma dovrebbe far parte delle trasmissioni educative per i giovani. Il Reggae dovrebbe addirittura essere insegnato a scuola, perché non c’è niente di più istruttivo di una musica che ha come punto focale la lotta per la sopravvivenza dell’umanità intera”[1].

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[1] Cfr. D. Ratti, Rastaman, 1996.

Marley e la filosofia di vita Rastafari

Come nasce la musica Reggae? Cosa significa Rastafar-I? Che eredità ci ha lasciato Bob Marley attraverso le sue “songs of freedom”?

Dalla necessità di rispondere a queste ed altre domande nasce “RASTA MARLEY, LE RADICI DEL REGGAE”, dedicato a chiunque ami Marley e il Reggae, e voglia riflettere più approfonditamente sulla cultura Rastafari. Molte persone infatti, e in tutto il mondo, conoscono almeno le canzoni più celebri di Bob Marley e associano il cantante alla musica Reggae e al movimento Rastafari. Ma cosa rappresentano al giorno d’oggi le sue “parole Rasta”? E’ possibile che possano tuttora avere un impatto tale da avvicinare chi le ascolta al culto Tafari[1]?

Rasta Marley, the Lion of Reggae

A che cosa si riferiscono queste Rasta words ? Dove sono “Zion” e “Babylon”? Chi sono “Selassiè I” e “Jah”? Che cosa vuol dire“Exodus”? E che significa “I n I”?

“Rasta Marley” è una riflessione monografica svolta attraverso la traduzione ragionata e l’analisi interpretativa dei testi di dodici canzoni del cantautore Robert Nesta Marley (6 febbraio 1945 – 11 maggio 1981), detto Bob, poeta e musicista considerato il maggior esponente del movimento spirituale Rastafari. Una “Livity (“filosofia di vita”) affermatasi particolarmente in Giamaica nella prima metà del XX secolo, e che si è poi diffusa in tutto il mondo grazie alla sua più celebre forma di realizzazione artistica: la musica Reggae.

Parlando di Reggae ci si riferisce a un genere ritmico e melodico che si è delineato nell’isola caraibica della Giamaica attorno alla metà del Novecento, come tramite simbolico tra le popolazioni locali, discendenti dagli schiavi africani costretti alla diaspora, e la patria d’origine[2]. Una musica nata dunque da sonorità devozionali e rituali di ispirazione nettamente Afro. A questa origine rimandano l’assenza nel Reggae di organico ad arco (ed originariamente addirittura a corda), l’utilizzo di ritmo 4/4 in levare, gli strumenti in prevalenza a percussione, le ampie sezioni di fiati, i cori dalle tonalità piene, le antifone.

Relativamente al credo Rastafari, ci si riferisce alla convinzione che l’uomo sia “un essere naturalmente dotato di spiritualità”, che “debba possedere qualche forma di credenza”, come affermo’ il padre del Tafarismo, il sindacalista Marcus Mosiah Garvey; che il canto sia un modo perfetto per meditare (come insegnano David e Salomone); che la Bibbia (Antico e Nuovo Testamento), insieme con il libro etiope di ispirazione biblica Kebra Nagast (letteralmente “La Gloria dei Re”), siano i Testi Sacri; e che Jah RastafarI sia Dio, sceso sulla terra con la seconda venuta del Cristo, ovvero l’Imperatore Hailè Selassiè I, il Black Messiah (“Messia nero”). Compito di ogni Rastafari è, come dice Bob in Exodus, “lasciare Babilonia e andare nella terra dei padri”, Zion[3].

Bob Marley

Sulla dottrina dell’Antico Testamento si sono radicate in Giamaica numerose influenze e leggende della tradizione africana, con particolare riferimento all’Etiopia, vista come biblica Zion, ma anche, per lungo tempo, l’unico paese indipendente dell’Africa, guidato dall’unico sovrano nero al mondo, appunto Ras Tafari Makonnen (1892-1975; da qui la parola Rastafari e i termini derivati[4]), incoronato Imperatore il 2 novembre 1930 con il titolo di Hailè Selassiè I (in amarico, “Potere della Santa Trinità”).

Avendo le truppe italiane iniziato l’occupazione dell’Abissinia (il nome dato dagli italiani alla zona Etiope) nel 1935, l’ideologia Rasta si configura sin dagli albori come una fede spirituale tesa necessariamente verso una resistenza tangibile: contro il fascismo in particolare, ma più in generale contro l’ingiustizia e la corruzione della società (associata simbolicamente al biblico regno di Babilonia). Tale impegno politico non  viene meno dopo la liberazione dell’Etiopia nel 1941, né dopo il passaggio a miglior vita del suo sovrano (27 agosto 1975). Al contrario, rafforzatosi col tempo, grazie soprattutto all’appoggio e all’eco del Reggae, arriva a trovare degno coronamento nelle celebrazioni per la conquista dell’indipendenza dello Zimbabwe (18 aprile 1980), l’ultimo Stato ancora sotto regime coloniale di tutta l’Africa: evento totalmente organizzato, e addirittura finanziato, proprio dalla “voce del Terzo Mondo”, dei sufferah e di ogni Rasta: Robert Nesta Marley[5].

Ideologia, poetica e spiritualità Rastafari sono simboleggiate dal tricolore della bandiera etiope[6]: verde, colore della terra, della natura, dell’Africa, associato alle lussureggianti foreste dell’isola di Giamaica, culla del culto Rasta; oro, colore del sole, del grano, della regalità, simbolo dello splendore della luce e dell’impero di Jah[7] Rastafari; rosso, colore del sangue, del fuoco, della passione, e della musica che nasce per non dimenticare, il Reggae, Chant down Babylon, “Canto contro Babilonia”, forma espressiva essenziale per la sopravvivenza di una tradizione culturale e di un popolo. Da questi tre colori, indissolubilmente legati nello stendardo del Leone di Giuda, inizierà il nostro viaggio nello spazio e nel tempo sulle orme del Rasta.

Rasta Marley, le radici del reggae

Attraverso dodici liriche si vedrà come la vocazione del Rasta abbia biblicamente inizio con una chiamata celestiale (Rastaman Chant) che lo condurrà prima a dichiarare guerra alle ingiustizie (War) riscoprendo le proprie origini (So much things to say), e poi, di conseguenza, a partire (Exodus) in cerca dell’amore ideale tra i popoli (One Love), lottando per la sua realizzazione (Zimbabwe) contro il sistema corrotto (Babylon System), sopravvivendo alle avversità (Survival) fino a raggiungere la Terra dei Padri (Africa Unite), patria di sentimenti divini (One Drop), nella consapevolezza che finché ci sarà vita dovrà continuare nella missione (Ride Natty Ride), e portarla a termine trasformando la redenzione in libertà (Redemption Song).

Dalla musica, alle parole, a Jah.

Zion e Babylon, Selassié e Mussolini, presente e passato, I and I… Il libro “RASTA MARLEY” vuole dunque descrivere, attraverso l’analisi musicale, una realtà sociale, spirituale e culturale le cui radici si spingono alle soglie della storia, ma sulla quale a tutt’oggi vi sono poche informazioni raccolte con chiarezza ed omogeneità: la realtà Rastafari. E intende farlo cercando di avvicinarsi al suo contenuto attraverso le parole dell’artista che più di ogni altro ha contribuito alla diffusione del messaggio Rasta, Robert Nesta Marley, o più semplicemente Bob.

Rasta Marley, Lion Selassie I

So much things to say, “Così tanto da dire”, è una delle dodici[8] canzoni analizzate dal punto di vista testuale e musicale quali fonti per la comprensione della cultura Tafari. Vogliamo aggiungere Bob Marley ai tre uomini e profeti che lui stesso indica come persone che hanno molto da insegnare in questo momento storico, ovvero Gesù Cristo, Marcus Mosiah Garvey[9] e Paul Bogle[10]. Infatti, benché la sua voce sia stata messa a tacere prematuramente (come del resto quella degli altri tre – Gesù crocifisso, Garvey incarcerato e Bogle impiccato), Robert Nesta Marley ha sempre “molto, moltissimo da dire”. Scopo del libro “Rasta Marley” è proprio avvicinarsi alle words of wisdom, songs of freedom[11] di questa guida rivoluzionaria e spirituale della musica moderna, voce di chi non ne ha mai avuta e raro ambasciatore di pace: Bob, un profeta, interprete e simbolo del nostro tempo.

Molti infatti conoscono la sua musica, ma pochi forse sanno che i suoi brani sono ispirati al messaggio biblico, e che le sue liriche Rastafari diffondono sempre contenuti di amore universale, giustizia e rivelazione, legati alle Sacre Scritture. Ad esempio, il testo di Exodus che recita “Exodus, movement of Jah people… Send us another brother Moses, going across the Red Sea”, è tratto da Esodo 15,22: “Mosè fece levare l’accampamento di Israele dal Mar Rosso ed essi avanzarono verso il deserto di Sur”. Invece “Iron like a lion in Zion” è ispirato a Isaia 31,4: “Come per la sua preda ruggisce il leone (…) così scenderà il Signore degli eserciti per combattere sul monte Sion e sulla sua collina”. Mentre Redemption song, “How long shall they kill our prophet while we stand aside and look? Some say it’s just a part of it, we’ve got to fulfill the book”, è ispirato a Matteo 23,34: “Perciò ecco, io vi mando profeti, sapienti e scribi; di questi alcuni ne ucciderete e crocifiggerete, altri ne flagellerete nelle vostre sinagoghe e li perseguirete di città in città”, e a Matteo 24,6: “Sentirete poi parlare di guerre e di rumori di guerre. Guardate di non allarmarvi; è necessario che tutto questo avvenga, ma non è ancora la fine”.

African Marley

L’avvicinamento alla Livity Rasta parte dunque da un concetto fondamentale: la consapevolezza delle ingiustizie e del dolore (si pensi al nome del gruppo di Marley, “The Wailers”, letteralmente “I Piagnoni”), unita al messaggio di riscatto vitale della fede, espressa in forma di radiosa musica Reggae. Si vedrà infatti, con l’analisi delle canzoni, quanto alle sonorità solari delle melodie corrispondano spesso testi estremamente seri, densi di sofferenza ma mai di rassegnazione, e che, anzi, esortano alla lotta per la giustizia. Canzoni come salmodie e atto di fede, appunto. Parole dure che descrivono una realtà dura, perciò semplici, comprensibili per chiunque, unite a un ritmo altrettanto essenziale, il Reggae, teso a ispirare il mondo verso come potrebbe essere: musica come positive vibration, vibrazione positiva e propositiva. Quindi Rasta, I n I, è chi sente di avere una missione da compiere nella vita: lasciare Babylon per raggiungere Zion. Chiariamo questi tre concetti cardine della filosofia Tafari.

“I n I” esprime la duplice natura del Rasta: il suo aspetto terreno e quello religioso, l’io fisico e l’Io spirituale, i lati umano e divino, l’anima che si volge in preghiera e si unisce a Dio. “Zion” simboleggia tutto ciò che è puro e vitale, ovvero I-tal (apocope di “vital“): Zion è l’Arca dell’Alleanza contenente il Decalogo, Zion è la beata Maria madre del Cristo, Zion è il Monte Sinai, Zion è l’Etiopia come Terra dei Padri e Terra Promessa. Zion è dove I n I incontra Jah, Dio Onnipotente e  Misericordioso[12], Dio come meditazione, amore e libertà, che si incarna nel suo rappresentante di natura divina, il Negus Negesti Hailè Selassiè I Qadamawi (da cui il secondo “I“), la seconda venuta del Cristo, Ras TafarI, Leone Conquistatore della Tribù di Giuda. Per questo la redenzione si identifica con il ricongiungimento alla Terra dei Padri, Zion, e al suo Imperatore, il Ras. I n I.

Bob Marley mosaic

Parlando di Arca dell’Alleanza e Monte Sinai, si accede al tema dellEsodo e al concetto di Babylon: per raggiungere la purezza di Zion si deve infatti abbandonare la corruzione di Babylon, e questo è l’Esodo. Occorre compiere la scelta consapevole di un movimento in cerca di verità e giustizia, come afferma Marcus Mosiah Garvey: “Questo è il Dio che adoro… Egli mi ha posto in questo mondo come signore sovrano perché io gestisca la mia vita come meglio desidero… Dio si occupa del destino spirituale e non del destino politico dell’uomo”.

Purtroppo la storia mostra gli errori che l’uomo ha deliberatamente commesso, incatenando il proprio simile con l’arma del razzismo e misconoscendo la fratellanza umana: la schiavitù ha obbligato alla diaspora il popolo nero, portandolo in catene da Zion, l’Africa, alle Indie Occidentali, Babylon, regno senza fede e senza libertà, dominio della corruzione. Perciò i Rasta vivono per sconfiggere la perversione di Babilonia e riedificare la madrepatria Zion, simboleggiata dal tricolore Green-Gold-Red. Senza dimenticare che, come scrive Bertolt Brecht, “il ventre è ancora gravido di mostri”[13]: non sono lontani i giorni della schiavitù esercitata dall’Europa sull’Africa, come non è lontano l’ottobre del 1935, quando le truppe di Mussolini invasero l’Etiopia avviando così sei anni di occupazione fascista. Ancora oggi, sotto gli occhi indifferenti del mondo, continua lo sfruttamento del continente e del popolo africano da parte delle maggiori potenze industriali. Proprio per questo è in atto ai nostri giorni un processo di “esodo” del tutto opposto a quello sognato da Marcus Garvey: migrazioni dall’Africa, in particolare verso l’Europa, con un numero crescente di persone che abbandonano i loro poverissimi paesi d’origine per cercare asilo e lavoro nelle città industrializzate. Tristemente, questo fenomeno di immigrazione ha dato nuovo slancio a movimenti razzisti e fascisti in tutto il continente europeo, riaprendo una pagina storica che si sperava ormai per sempre appartenente al passato.

Nelle pagine di “RASTA MARLEY, LE RADICI DEL REGGAE” vedremo come la filosofia Rasta si sia affermata in Giamaica tra gli anni Venti e Trenta del Novecento, grazie specialmente all’impegno attivista di Marcus Mosiah Garvey e al carisma dell’Imperatore d’Etiopia Hailè Selassiè I. Si vedrà poi come il credo e i valori Rastafari si siano diffusi dalle Antille in tutti i continenti a partire dalla seconda metà del secolo XX grazie alla cultura musicale che vi ha preso forma, il Reggae, e specialmente al suo indimenticato rappresentante: “the Tuff Gong[14], Robert Nesta Marley.

Bob Marley

[1] Ovvero: possono le parole di un giovane chitarrista nero di una piccola isola centroamericana aprire alle generazioni future di tutto il mondo le porte della mistica garveita, nella convinzione che l’Imperatore d’Etiopia Hailè Selassiè I sia la seconda venuta del Cristo? (Salmi 68,31: “L’Etiopia innalza le sue mani verso Dio”). Le numerose citazioni bibliche presenti nel testo da qui in avanti sono state tratte dall’edizione ufficiale CEI, 1996.

[2] Isola piccola e scarsamente popolosa, ma per oltre quattro secoli, dal XVI al XIX, centro nodale del triangolo schiavile Europa-Africa-America. Data la sua posizione intermedia tra le coste nord e sud delle Americhe, la Giamaica è stata uno dei porti più importanti al mondo per la tratta degli schiavi. Attualmente quasi il 95% della sua popolazione è di colore; sul suo territorio si contano meno di tre milioni di abitanti, ma, significativamente, oltre due milioni di Giamaicani vivono all’estero.

[3] Ovvero Sion, o il Monte Sinai, o in generale l’Etiopia, la Terra Promessa.

Rasta Marley

[4] Dall’Amarico Ras, “Capo”, e Tafari, “Senza Paura”. Il movimento Rastafariano può dunque essere chiamato “Rastafarianesimo”, “Rastafarismo”, “Rastafar-I” o abbreviato in “Tafarismo”, così come per riferirsi ai fedeli si può utilizzare il termine “Rasta”, oppure “Tafari” o “Dread”.

[5] Marley ha sempre considerato la propria carriera musicale come una missione mistico-profetica inevitabilmente unita a battaglie umane e sociali, particolarmente per cause panafricaniste. Come afferma il suo più autorevole biografo: “Accade talvolta nella Storia, che certe figure emergano da culture stagnanti, disperate o disgregate per riprendere simboli e credenze antichi, ed investirli di nuovi significati. …E tale presa di coscienza può essere seguita dalla pubblica dichiarazione di considerarsi null’altro che lo strumento di una nuova fonte di conoscenza, di una nuova direzione e di un nuovo ordine” (T. White, Bob Marley: Una vita di fuoco).

[6] Per i Rasta il numero tre è importante non solo in riferimento alla Santa Trinità, ma anche perché ritengono che esistano tre enti: l’Io spirituale (I and I), il Bene (Zion) ed il Male (Babylon). Tre sono anche i punti di riferimento per Rastafari ortodossi, ovvero Bobo Ashanti: Selassiè I, Marcus Mosiah Garvey, Prince Emanuel (rispettivamente il Messia, il Profeta, il Sacerdote).

[7] Contrazione dell’ebraico Jeovah o Jahvè, due degli appellativi con cui Dio è invocato nella Bibbia. Il nome Jah riecheggia anche la figura simbolica del Re dell’Africa Occidentale Ja Ja di Opobo, esiliato nei Caraibi nel 1887 a seguito del Congresso di Berlino (1885).

[8] Dodici è un numero fortemente simbolico. Secondo l’Antico Testamento il popolo giudeo, dopo la liberazione dalla schiavitù egizia, fu condotto da Mosè nella “terra promessa”, la terra dei padri, sulle sponde del Giordano.  Qui si stabilizzò in dodici regioni, da cui originarono le dodici tribù di Israele. Da nord verso sud: Dan, Neftali, Asher, Zabulon, Issacar, Manasse, Gad, Efraim, Beniamino, Dam, Ruben, Giuda e Simeone. Dalla tribù di Giuda, figlio di Giacobbe e Lia, discendono David e Salomone, dunque anche Gesù e Selassiè I, secondo la tradizione Rasta. Hailè Selassiè I Geramawi Qedamawi Moa Anbessa ha perciò tra i suoi appellativi anche quello di Leone Conquistatore della Tribù di Giuda.

Libro "Rasta Marley, le radici del reggae"

[9] Sindacalista giamaicano (1887-1940), fondatore nel 1914 della prima associazione per i diritti dei Neri nel mondo, la “Unia”, nonché del periodico “Negro World” e della compagnia navale Black Star Line.

[10] Predicatore (1815?-1865), leader nel 1865 della più significativa rivolta nelle piantagioni giamaicane.

[11] “Parole di saggezza” (da una delle prime canzoni esplicitamente Tafariste dell’autore, Corner Stone, 1970), e “canzoni di libertà” (da una delle ultime, Redemption Song, 1980).

[12] Che i credenti chiamano anche “the Most High”, “l’Altissimo”, con un gioco di omofonia tra High e I.

[13] B. Brecht, La resistibile ascesa di Arturo Ui, Einaudi, Torino, 1963.

[14] Questo soprannome allude sia ai combattimenti di strada (letteralmente “pugno duro”), sia al gong suonato nei battesimi Tafari per segnare l’ingresso del neofita nella comunità Rasta.

RASTA BOOKS

Un uomo senza storia è come un albero senza radici

“RASTA MARLEY, LE RADICI DEL REGGAE” è uno studio che parte dall’analisi dei testi delle canzoni di Bob Marley per spiegare la storia della musica reggae e del movimento Rastafari, ed avvicinare il lettore al linguaggio patois giamaicano dei Rasta. Basta dare un’occhiata all’indice per capire di cosa si tratti. Nell’introduzione si spiegano alcuni concetti fondamentali (cosa significhino “Zion“, “Babylon“, “Exodus“, “Jah“, “Rastafari” ecc.). Seguono quattro capitoli: il primo sulla storia della Giamaica e del movimento Rastafari; il secondo, comprensivo di un minidizionario rasta – molto utile per chi ascolta il Reggae – sul linguaggio giamaicano (patois, creolo), e sul linguaggio dei testi sacri ai Rasta, ovvero la Bibbia e il Kebra Nagast. Il terzo è dedicato alla storia del Reggae e delle sue liriche, e alla vita di Robert Nesta Marley, in arte Bob. Il quarto svolge un approfondito confronto tra i testi di Bob e le sacre scritture. La seconda parte del libro comprende la traduzione ragionata e l’analisi dei testi di dodici canzoni di Marley, scelte come particolarmente esemplificative della filosofia Rastafari. Il commento delle liriche è di tipo narrativo: le canzoni divengono infatti un viaggio simbolico, rappresentando i vari passi che l’utopico ‘eroe Rasta’ deve compiere per portare a termine la sua missione: lasciare Babylon per ricongiungersi con Zion.

Bob Marley

Le pagine di “Rasta Marley” spiegano in modo semplice e abbastanza sintetico (ma non semplicistico) che cosa significhi RASTAFARI, e lo fanno attraverso le parole del Rasta più conosciuto al mondo, Bob Marley. In Italia esistono già alcuni libri su Bob, la sua biografia, la traduzione dei suoi testi; si trovano anche libri sul Reggae, sulla Giamaica e sull’Etiopia. Ma vi sono pochi libri realmente versatili e seri che affrontino il legame tra Reggae e Rasta analizzando a fondo le varie tematiche. Rasta Marley – Le radici del Reggae vuole offrire un quadro d’insieme, cercando il giusto equilibrio tra profondità e semplicità: infatti è un libro rivolto a tutti, che può avvicinare al Reggae chi non ne sa nulla, ma può anche, grazie soprattutto alle numerose note e agli approfondimenti, appassionare chi ha già affrontato altre letture sul tema. Va inoltre sottolineato che la quasi totalità dei testi pubblicati in italia sul Reggae sono traduzioni. Questo invece è un libro in italiano scritto da un giovane autore italiano, e pertanto può arrivare in modo più diretto al suo pubblico, grazie ai diversi riferimenti alla nostra storia e cultura: sia passata, per esempio riguardo alla guerra condotta da Mussolini contro Hailè Selassiè I, sia presente, parlando per esempio della recente organizzazione in Italia del festival Reggae più importante d’Europa, il Rototom Sunsplash.

La Regina del Sud sorgerà nel Giorno del Giudizio e condannerà e sconfiggerà questa generazione che non ha ascoltato la predica delle Mie parole: perché ella venne sin dai confini della terra, solo per ascoltare la saggezza di Salomone.

Kebra Nagast, La Bibbia segreta del Rastafari, cap. XXI.

Vediamo una nuova Etiopia, una nuova Africa, stendere le sue mani influenzando tutto il mondo, insegnando all’uomo il modo di vivere in pace, il modo di Dio.

Marcus Mosiah Garvey, da “Negro World”, Maggio 1923

Io, Hailè Selassiè I, Imperatore d’Etiopia, sono qui oggi per rivendicare quella giustizia che è dovuta al mio popolo, e l’assistenza promessaci otto mesi fa, quando cinquanta nazioni asserivano che l’aggressione commessa contro di noi (da parte dell’Italia) violava i trattati internazionali. (…) Sulle grandi Potenze che hanno promesso di garantire la sicurezza collettiva a Stati più piccoli, pesa la minaccia che possano anch’esse soffrire un giorno il destino dell’Etiopia; io chiedo, che provvedimenti intendete adottare?

Ras Tafari Makonnen Hailè Selassiè I, Discorso alla Società delle Nazioni,  Giugno 1936

INDICE

7 Premessa di Alberto Castelli

Bob Marley

PARTE PRIMA: LE RADICI

11 Prefazione

13 Introduzione

Marley e la filosofia di vita Rastafari

CAPITOLO I

20 Green, Giamaica. L’isola e i popoli che vi hanno abitato

CAPITOLO II

28 Gold, Rasta. Il movimento spirituale e le sue radici

CAPITOLO III

35 Il linguaggio giamaicano: tra inglese e creolo

CAPITOLO IV

41 Le scritture Rasta: tra Sacra Bibbia e Kebra Nagast

CAPITOLO V

49 Red, Reggae. Il genere musicale e i suoi legami

con l’isola

CAPITOLO VI

55 One Love: Robert Nesta Marley, poeta e profeta Rasta

CAPITOLO VII

63 Linguaggio Reggae, tra Words of wisdom e Songs of freedom

PARTE SECONDA: LA MUSICA

Rasta Marley, le radici del reggae

CAPITOLO VIII

75 Burnin’, 1973

77 8.1. Rastaman Chant

CAPITOLO IX

86 Rastaman Vibration, 1975

88 9.1. War

CAPITOLO X

97 Exodus, 1977

98 10.1. So Much Things to Say

106 10.2. Exodus

112 10.3. One Love – People Get Ready

CAPITOLO XI

121 Survival, 1979

122 11.1. Zimbabwe

129 11.2. Babylon System

134 11.3. Survival

141 11.4. Africa Unite

145 11.5. One Drop

152 11.6. Ride Natty Ride

CAPITOLO XII

Rasta Marley, the Lion of Reggae

165 Uprising, 1980

166 12.1. Redemption song

176 Conclusioni: Rasta Marley

179 Reggae today

193 Appendice

201 Filmografia Rastafari

209 Discografia

215 Bibliografia

Un uomo senza storia è come un albero senza radici

(Marcus Mosiah Garvey)

RASTA MARLEY: LE RADICI DEL REGGAE

Rasta Marley, le radici del reggae

CONTENUTO:

Come nasce la musica Reggae? Cosa significa Rastafari? Che eredità ci ha lasciato Bob Marley?

Partendo dall’analisi delle canzoni di Bob Marley, questa sorta di ‘Manuale Rasta’ spiega la storia della musica reggae e del movimento Rastafari, ed avvicina il lettore al linguaggio giamaicano dei Rasta, il ‘patois’.

Seguendo il ritmo in levare, vengono affrontati in modo semplice alcuni concetti fondamentali (cosa significhino “zion”, “babylon”, “exodus”, “jah”, “rastafari” etc.), come un percorso lungo la storia della Jamaica, del movimento Rastafari e del Reggae.

Il tutto attraverso la traduzione ragionata dei testi di Marley, le cui canzoni compongono un simbolico viaggio, i passi che l’utopico personaggio del “Rasta” deve compiere per portare a termine la sua missione, “lasciare Babylon per ricongiungersi con Zion”.


PERCHÉ LEGGERLO:


Il testo riesce a spiegare in modo semplice e sintetico che cosa significhi ‘Rastafari’, e lo fa attraverso le parole del Rasta piu’ conosciuto al mondo, Bob Marley.

In Italia non si trovano libri realmente versatili che affrontino seriamente il legame tra Reggae e Rasta: questo testo riesce invece a dare un quadro d’insieme, con giusto equilibrio tra profondita’ e semplicita’, ed e’ rivolto a tutti, potendo avvicinare al reggae chi non ne sa nulla, come appassionare anche chi ha affrontato altre letture sul tema.

Inoltre essendo un libro scritto da un giovane italiano puo’ arrivare in modo diretto al suo pubblico grazie ai riferimenti alla nostra storia e cultura, sia del passato (ad esempio la guerra condotta da Mussolini in Etiopia), sia del presente (come l’organizzazione del festival reggae piu’ importante d’europa, il Rototom Sunsplash, che conta ogni anno circa duecentomila presenze).


L’AUTORE:

Lorenzo Mazzoni si e’ laureato in Lettere e Filosofia (Firenze 2004) con una tesi in estetica musicale e lingua inglese, sul nesso tra filosofia Rastafari e musica Reggae. Dopo un periodo di approfondimento in Jamaica ha lavorato alla traduzione dall’inglese all’italiano del testo“Kebra Nagast” “La Bibbia segreta del Rastafari” ), libro che e’ stato pubblicato dalla Coniglio editore (Roma, Luglio 2007) ed e’ andato in ristampa in meno di un anno. Subito dopo aver pubblicato “Rasta Marley”, é uscito il suo terzo libro, ovvero la traduzione del “Kebra Nagast” in spagnolo, edito da “Corona Borealis Ediciones” (Maggio 2010). Grazie al successo del Kebra Nagast in entrambe le lingue, ed alla collaborazione con i festival Reggae piú importanti d’Europa (per esempio il “Rototom Sunsplash”), I-renzo e’ divenuto un punto di riferimento della cultura Rastafari anche fuori dall’Italia.

Nel febbraio del 2011 è uscito il suo ultimo libro: “Haile Selassie I, Discorsi scelti 1930-1973”, dedicato alla parola del Negus d’Etiopia.


Bob Marley

APPROFONDIMENTI:

Qui sotto si trovano alcuni link relativi al libro:

Recensione Rasta Marley (MusicAround)

Prefazione Rasta Marley online

Comprare Rasta Marley online (a prezzo scontato)

Editore di Rasta Marley (Stampalternativa/NuoviEquilibri)

Rasta Marley su Ibs.it

Rasta Marley in LibreriaRizzoli

Rasta Marley sul blog

RECENSIONI E SEGNALAZIONI ON LINE:

www.musicaround.net/index.php?option=com_content&view=article&id=160:lorenzo-mazzoni-rasta-marley-le-radici-del-reggae&catid=65:recensione-libri&Itemid=59

www.sound36.com/readart.asp?articolo=960

misterbigga.wordpress.com:80/2011/01/27/rasta-marley-–-le-radici-del-reggae/

www.newnotizie.it/2011/01/26/rasta-marley-le-radici-del-reggae-di-lorenzo-mazzoni-la-cultura-rastafari-attraverso-le-canzoni-di-bob-marley/

http://libro-rasta.blogspot.com/


http://www.tecalibri.info/M/MAZZONI-L_rasta.htm

http://haileselassie.wordpress.com/


http://kebranagast.wordpress.com/

http://www.stampalternativa.it/wordpress/2009/07/07/rasta-marley-una-storia-del-reggae-che-parla-italiano/


http://www.ciao.it/Rasta_Marley_Le_radici_del_reggae_Lorenzo_Mazzoni__2361378